Michel Leiris
Cittadini,
compagni,
fratelli,
allerta!
In Occidente come in Oriente, vi stanno facendo il lavaggio del cervello con secchiate di mass media. Propaganda spudorata o subdola, pubblicità chiodo nella testa, catechismo, da quale di questi orchi è meglio farsi divorare?
Per mezzo di stampa, radio e televisione, vi stanno addormentando, vi stanno castrando, propinandovi notizie che — anche quando non taroccate — assurgono al rango di informazioni ma, realtà appiattite, sono solo sproloquio o risonanza d’immagini! Gutenberg, se è vero che hai inventato il primo mezzo di ampia diffusione, la stampa, non avresti dovuto essere mandato al rogo?
Qui, da parte di tutti: ingurgitiamo senza vomitare la sbobba quotidianamente offerta, tutta infarcita di eventi sportivi e di affari criminali, accompagnati da spettacoli il più delle volte senza senso. Da parte dell’intellighenzia: bardati di massimi sistemi, gli uni parlano in gergo mentre gli altri — col pretesto di muoversi verso una maggiore chiarezza e di evitare, da saggi che non si fanno abbindolare, le incertezze del discorso e le sue appropriazioni indebite — sciorinano così tante parole a proposito di parole che alla fine il linguaggio parla solo per se stesso e si perde in un labirinto. Di questo passo, mi chiedo se tra qualche anno esisterà un rifugio mentale scampato alle devastazioni di queste due piaghe: la degradazione della parola messa al servizio di una cucina scadente e — male meno deleterio perché, essendo più sottile, è più raro — il suo sfinimento per eccesso di brillantezza o per troppi giri di parole. Audiovisivo maestro di scuola, fumetto più in voga, anche voi siete della partita poiché ciascuno nuoce in qualche modo all’esercizio vivo del pensiero, costringendo la mente a procedere come un bimbetto imbragato.
Che l’anestesia sia un progresso certo (il solo, perché poco importa che duriamo più a lungo, la vita non scorre meno velocemente, e che godiamo di più comodità, il che non fa che aumentare gli appetiti, poco importa pure che abbiamo una visione più positiva della nostra condizione, se il culto disumano del genio Progresso sostituisce quello degli dèi defunti) è forse una ragione di utilizzare qualsiasi mezzo – dal più grande al più piccolo – per decervellarci, senza che noi, coscientemente, ci rivoltiamo?
Cittadini,
compagni,
fratelli,
allerta!
[Le ruban au cou d’Olympia, 1981]

