Victor Hugo
I vostri problemi economici costituiscono una delle gloriose preoccupazioni del diciannovesimo secolo […]; supponiamo che siano risolti; ecco creato il benessere materiale universale, magnifico progresso. È tutto? Date pane al corpo; ma l’anima si leva e vi dice: anch’io ho fame! Cosa le offrite?
Essere ben vestiti, ben nutriti e ben alloggiati, vivere bene e con poco, pagare il salmone un soldo alla libbra grazie all’avvelenamento dei fiumi, masticare pane bianco, avere un buon fuoco per scaldarsi e un buon letto per riposarsi, dover tutto ciò dignitosamente al proprio lavoro, irradiare il proprio benessere attorno a sé, crescere in libertà e in salute, veder sorridere la propria moglie graziosamente abbigliata, vedere i propri figli crescere sani, non mancare di nulla, prosperare in ciò che si fa e con ciò che si fa, bere bene, mangiare bene, dormire bene, è certamente molto; ma se è tutto, è niente.
Andiamo oltre.
Realizzate su questa terra tutti gli Eden, tutti gli Elisi, tutte le Atlantidi, tutti i trionfi della materia, tutte le glorificazioni del godimento, tutti i Walhalla della carne, tutti i giardini delle delizie cattoliche, indù e pagane; fate coricare il paradiso di Maometto nel paradiso di Anna d’Austria: una Houri nuda in lenzuola di batista. Di cosa avete bisogno? Di quattro pasti al giorno? Eccoli. E tu? Quanto champagne puoi bere? Tendi il bicchiere e bevi. Palazzi di marmo, saloni dorati, parchi pieni di pavoni e cigni, sinfonie, feste, gioia, chi li vuole? Che servitori volete? Tutte le forze della natura? Qui! Venite, forze. Obbedite all’uomo. Il vapore trascina le sue navi, il vento spinge i suoi aereoscafi, il fulmine trasporta le sue lettere. Va bene; e c’è la scienza che gli conferisce un’igiene potente, che ripara il suo stomaco, che rafforza la sua colonna vertebrale e riporta la sua longevità allo stato normale; così bene che, secondo natura, la giovinezza dura settant’anni, e un uomo è un secolo. A meraviglia. Beviamo e mangiamo. Voluttà, piacere, estasi, ebbrezza, beatitudine, salute. Concordia, inoltre. Pace sulla terra e fratellanza universale. Una sola restrizione: il mio io morirà. La tomba è una porta. Il cerchio dell’eternità è uno zero. Non ritroverò quei figli che sono le mie viscere; non rivedrò più quella donna che è la mia luce. Andatevene! Il vostro Eden mi terrorizza. Tremo.
Ho venduto la mia anima alla carne. No. Non voglio questo accordo.
Solo l’anima può soddisfare il cuore.
Ah! voi mi offrite la carne e il nulla. Ah! non avete nulla per la fiamma che è in me, che mi riscalda e mi illumina e mi arde, e che pensa e spera e ama. Ebbene! Lasciatemi in pace. Mi fate orrore col vostro ventre soddisfatto.

